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La voce dei cittadini - Rifiuti
Scritto da Emergenza Ambiente Abruzzo   
Sabato 25 Settembre 2010 15:47

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RIFIUTOPOLI, inchiesta giudiziaria, l'ENNESIMA, i rifiuti fanno gola ai rifiuti...

A maggio del 2010 su Prima Da noi si potevano leggere queste righe profetiche:

4 INCENERITORI (TURBOGAS)?

E mentre l’opinione pubblica è distratta da polemicucce e dal “teatrino della politica” si tratta e si concerta per stabilire dove sorgeranno gli inceneritori in Abruzzo.
Si limano le proposte, dietro le quinte, sui tavoli politici regionali e nazionali, mentre, ufficialmente, l’ordine è quello di mantenere il silenzio in pubblico.
Per indorare la pillola si parla di “centrali turbogas” che in realtà bruciano i rifiuti indifferenziati e per questo nascono già superati se è vero che la legge prevede soglie molto elevate di rifiuti differenziati, soglia che ragionevolmente dovrà aumentare nel futuro.
In Abruzzo, però, una recente delibera di giunta regionale ha abbassato la soglia della differenziata dal 40 al 25%.
Eppure in Abruzzo si briga per costruire sembrerebbe fino a quattro turbogas, per affari da miliardi di euro.
Non sfugge ai più che quattro centrali sarebbero un eccesso per una regione piccola come la nostra e che sarebbe “dimensionata” per appena una centrale.
Cioè una sola centrale potrebbe bruciare agevolmente tutti i rifiuti prodotti dagli abruzzesi.
Allora perché volerne costruire quattro?
I bene informati sostengono che pur di poter avallare il business l’Abruzzo potrebbe immolarsi a ricevere i rifiuti del “circondario”, per esempio Roma, dove il “re dei rifiuti” è Manlio Cerroni che secondo alcune fonti opererebbe già da anni anche in Abruzzo, per esempio, con la società Enerambiente, socio privato della Team, la municipalizzata di Teramo, il cui affidamento è avvenuto senza gara.
Sono giorni cruciali perché nelle stanze del potere si starebbero decidendo “i futuri possibili” della nostra regione.

AFFIDAMENTI DIRETTI, CONDIZIONAMENTI E FUGHE DI NOTIZIE

RIFIUTOPOLI. ABRUZZO. L'inchiesta “Re Mida” ha esaminato la complessa vicenda della gestione in Abruzzo dei servizi di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Si tratta di un servizio svolto per legge in regime di privativa dall'ente territoriale ad esso preposto, cioè il Comune, che può esercitarlo direttamente (attraverso una società municipalizzata, a capitale interamente pubblico) o per mezzo di una società a capitale misto (consocio privato). In questa materia, gli affidamenti o la scelta del socio privato, richiedono sempre una procedura di evidenza pubblica, senza eccezioni. Ma di gare in Abruzzo se ne sono viste poche e non solo nel campo dei rifiuti. Stesso problema, per esempio, sorge per gli affidamenti ad Abruzzo Engineering (società mista con socio privato, la Selex).

«Ciononostante», scrive il giudice per le indagini preliminari, Guido Campli, «gli imprenditori Rodolfo Valentino e Fernando Ettore Di Zio agiscono a livello regionale da monopolisti, essendo riusciti, grazie ai cosiddetti affidamenti “in house”, ad accaparrarsi commesse pubbliche in ogni segmento del ciclo dei rifiuti».

In pratica con tale affidamento l'ente pubblico gira direttamente alla società mista la commessa o il servizio che questa, a sua volta, fa svolgere al socio privato, mascherando così un vero e proprio affidamento diretto ed aggirando in maniera fraudolenta la legge.

«La relazione che i Di Zio hanno instaurato con i loro referenti politici non è quella istituzionale. E’ piuttosto una relazione profondamente collusiva: volta a creare una strettissima comunione di intenti tra privato e pubblico ufficiale, il cui comune scopo è quello di attribuire all'imprenditore commesse pubbliche in preordinata elusione delle norme che impongono procedure di selezione imparziale»...

Nella bella inchiesta di Prima Da Noi ci sono i finanziamenti di Di Zio ai vari affaristi della politica, basta cliccare qui

 

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