| Differenziata: i dubbi della gente comune |
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| La voce dei cittadini - Rifiuti | |||
| Scritto da Mara Miccoli - chietiscalo.it | |||
| Martedì 11 Gennaio 2011 17:10 | |||
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Si parla della famiglia inglese Strauss che, nell'ambito della strategia “Rifiuti zero” è riuscita in un anno a produrre un solo sacchetto di rifiuti. Sicuramente un esempio da seguire ma... la realtà è un'altra cosa, come si evince da questa mail ricevuta nell'ambito di una discussione sui rifiuti. Diciamo pure che ancora oggi vivo finanche la raccolta differenziata porta a porta come uno dei più gravi dolori della mia quotidianità, e sotto questo profilo anche la massaia vicina non fa altro che lamentarsi appoggiando la mia posizione, tanto da chiedermi se ci fosse o meno la possibilità di avanzare una qualche forma di opposizione avverso questa "crudele" decisione comunale che con la storia dell'umido la costringe a centellinare le porzioni dei manicaretti, soprattutto nel periodo delle feste. Sor ….., ultraottuagenario supervisore della strada, non perde l'occasione per chiedere cosa si raccoglie il giorno dopo. Fa spallucce e si appoggia alla staccionata scuotendo il capo e quotidianamente rimpiangendo i bei vecchi tempi quando "pure le lavatrici uno le buttava un po' dove cazzo gli pareva e, signo', scusate il termine non per mancare di rispetto". Quando poi si parla coi filosofi del diritto della natura ad esistere e della politica a proteggerla, c'è sempre quello che spunta con la versione eco-mafiosa al contrario: se il sindaco ha deciso questo, di sicuro il sindaco è colluso con qualche ambientalista. Non si sa di quale specie ma di sicuro qualche ambientalista ci ha messo lo zampino per fare "il business". E d'altro canto, ad culum parandum : "che' gli ambientalisti non fanno i loro interessi, signo'? Che questi so' tutti uguali, signo'!". La logica al di fuori dell'attivismo segue percorsi differenti da quelli che seguono gli ambientalisti. Per la maggior parte della gente, quella che gli ambientalisti chiamano lotta, è commedia, casino fatto per perdere tempo. Le associazioni ambientaliste sono a loro modo l'espediente per fare politica. Quello che sbandierano "esageratamente" va sottoposto al vaglio di una sobria valutazione dei fatti. E pure laddove non dovesse essere cosi' "ma che devo fare, signo'? Ma che ne so, signo' che debbo fare! Ma che hanno detto?". Se va bene gli danno degli illusi. La mentalità di un popolo dipende dalla sua cultura. E dalla sua cultura dipende il suo codice comportamentale. La signora che ha da comprare il detersivo liquido al supermercato, dopo aver verificato se il colore è del giusto tono ed in perfetta tinta con l'arredo della lavanderia, ne annusa l'odore. E pure se per un attimo è passata per la sua mente l'idea dell'ecologicamente corretto, se il colore e il profumo del detersivo alla spina non sono quelli giusti, la signora il detersivo non se lo compra. “Ma in nome di che? Di un qualche centinaio di bottiglie di plastica? Embe'? Con tutte le porcate che combinano mo' proprio con le mie bottiglie di plastica se la devono prendere?”. La signora Strauss ha trovato il modo per riciclare l'abito da sposa. Ora, chiedete ad una donna italiana di riclicare il suo abito da sposa e fatemi sapere come ha reagito. L'unico strumento impattante sugli usi degli italiani ultratrentenni, figli della prostituzione consumistica - e qui oso - mi pare quello della moda. Quando le associazioni ambientaliste, oltre allo statuto del perfetto cittadino, saranno così ricche da fare marketing ambientale facendo diventare glam l'ecologicamente educato, la gente sarà pronta a rivedere il proprio concetto di chic e la cultura del rispetto ambientale sarà secondo me un grande successo. Alcuni attivisti parlano "pizzuto", da buoni conoscitori delle circostanze. Collegano i politici di destra, di sinistra di centro. Fanno associazioni tra questo e quello. Appaiono di nicchia, e forse lo sono pure. Per la maggior parte delle persone, un ambientalista è uno che ha un contesto che è percepito come esterno, estraneo. Lui, se va al bar sotto casa, lo prendono per uno che sta un po' fissato. Forse pure un po' esaurito. "si' vabbe', ma mo' che vuoi? Cioe'....che ti devo fare! Pensa alla salute e magna tranquillo!" questo direbbero al bar. Nel medio termine il tipo eco sensibile saluterebbe con grande entusiasmo un'iniziativa come quella suggerita. Per me un doveroso adempimento. Ed una buona idea. Nel breve e lungo termine, e nelle more di un cambiamento di coscienza generale, auguro alle associazioni ambientaliste di continuare a fare quello che hanno sempre fatto e che fanno benissimo.
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