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Dietro front dell'amministrazione: l'antica fontana di Brecciarola resterà patrimonio dei cittadini PDF Stampa E-mail
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Scritto da Luigi Febo   
Mercoledì 16 Febbraio 2011 15:18

Luigi-FeboFonte Bovinun o Fonte dell’Augello - la fontana/lavatoio di Brecciarola - non sarà chiusa in una teca e rimarrà patrimonio degli abitanti di Brecciarola e di noi tutti. Il monumento, unico elemento di interesse storico della zona, non perderà la sua destinazione d’uso e non verrà meno il libero accesso ad essa.

Questa l’impegno del Sindaco in risposta all’ordine del giorno che ho presentato ieri al Consiglio Comunale, e questo in sostanza, equivale ad una modifica sostanziale del progetto riportato dalla delibera di indirizzo della Giunta.

Sono molto soddisfatto perché è stata una battaglia che ha coinvolto un intero quartiere che si è unito su due obiettivi comuni: fare in modo che la fontana (restaurata una prima volta nel 1792 dal Camerario Interino Barone Marco Antonio Paini) rimanesse patrimonio della comunità intera e far si che essa venga restaurata magari considerando anche il ripristino della sorgente che, per secoli, l’ha alimentata.

Il nostro compito, insieme agli abitanti di Brecciarola, è quello di tenera alta l’attenzione sul progetto di Fonte Bovinum e sulla tutela del patrimonio artistico e paesaggistico dell’intera città.

La differenza con oggi è che il barone non è ha ricavato un privilegio personale. Tutt’altro. Resosi conto dell’importanza della fonte : «a proprie spese, per i cittadini ed forestieri fece ricostruire la fontana rovinata per vetustà».

Ben venga il contributo della Fondazione Figlie di Gesù e Maria se questo contributo ha lo scopo di restituire alla città l’antica fonte nella sua bellezza e nella sua funzione. Senza che questo, però, comporti l’acquisizione di un privilegio su un monumento. Sono certo che ci sono luoghi suggestivi e altrettanto belli degni di ospitare i presepi di Suor Vera D’Agostino.

Non voglio soffermarmi sull’opportunità politica di destinare un patrimonio della città ad una fondazione che si identifica con la sorella di un assessore. E’ grave ma è un problema etico che si il Sindaco dovrebbe porre alla sua Giunta.

La nostra ammnistrazione ha promosso progetti di recupero delle tante fontane di Chieti i cui primi impianti risalgono all’epoca pre-romana. “La giornata mondiale dell’acqua: le fontane di Chieti”, ha visto realizzare, con il coinvolgimento di suole cittadine, il recupero della Fonte dei Saponari, Le Pantine- san Rocco e Fonte Grande.

Concludo chiedendo al Sindaco di impegnarsi ad annullare questa delibera di indirizzo e far si che il progetto del recupero delle Fontane di Chieti continui anche, con il coinvolgimento di risorse private. Lo chiedo al Sindaco nella sua veste di assessore all’urbanistica, lo chiedo all’assessore alla cultura e a quello all’ambiente e al turismo.

Gli ricordo che nella nostra città ci sono stati diversi interventi di restauro di monumenti da parte dei club service come il Rotary, i Lions o della Fondazione Cassa di Risparmio. Non è mai successo che questi enti ne abbiamo poi acquisito un diritto d’uso o qualsiasi altra forma di privilegio.

 
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