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L’ INQUINAMENTO A CHIETI: CHI SE NE OCCUPA E
PREOCCUPA?(?)
di E. Del Biondo
Per i nostri amministratori, il problema inquinamento non sembra
rivestire oggi eccessiva importanza e tanto meno urgenza, insomma non è
“Trend”, in barba alle discussioni e polemiche a livello planetario. A
Chieti in quasi 2 anni di governo la Giunta Ricci ha discusso, o meglio
bisticciato soprattutto su: Villaggio atleti, teatro Marrucino, Società
dei servizi, Piano dei servizi (Variante PRG) e ovviamente …poltrone. Ci
si poteva aspettare, almeno dalla cosiddetta sinistra radicale, una
maggiore attenzione per tematiche forse meno redditizie politicamente (e
non solo), ma certo più vicine ai bisogni dei cittadini. Una di queste è
l’alto tasso di inquinamento presente nella nostra zona industriale, a
causa, di impianti di riscaldamento, gas di scarico e fabbriche, alcune
delle quali obsolete. Certo non si può fare molto per stabilimenti che
ormai hanno sulle spalle oltre mezzo secolo, per la precisione 71 anni
come la Burgo, specie se si considera la (non)attenzione ormai costante
della dirigenza che ha deciso e senza troppe reticenze, e dichiarato
senza troppi complimenti, di privilegiare siti industriali lontani dalla
nostra città e dalla nostra regione Una realtà produttiva dove
d’altronde solo pochi giorni fa si è sfiorata la tragedia, per
l’ennesimo incidente di lavoro. Figurarsi quindi se chi di dovere si
preoccupa di non ammorbare l’aria, se non si cura della vita stessa dei
lavoratori. Ugualmente non molto si può fare per gli impianti di
riscaldamento, se non forse incoraggiare, anche concretamente i non
pochi edifici con caldaie ancora a kerosene e sovvenzionare metodi e
mezzi alternativi, tipo pannelli solari , come è stato fatto all’ITC “De
Sterlich”. Ma viste le desertiche condizioni delle casse comunali ci
sono poche speranze. Si potrebbe fare qualcosa invece per i gas di
scarico dei veicoli:, deviare i TIR diretti alla zona industriale
all’altezza dell’Asse attrezzato a S. Filomena, non si capisce d’altra
parte perché questi bestioni devono passare per l’ex Tiburtina, cioè nel
bel mezzo del centro abitato dello Scalo! Anche considerato il fatto che
le fabbriche sono situate appunto quasi tutte lungo l’Asse attrezzato.
Nel peggiore dei casi si potrebbe rendere necessario realizzare un altro
paio di svincoli, ma si ridurrebbe di molto l’inquinamento atmosferico e
acustico per 30.000 e passa persone. Domanda: ne varrebbe la pena? Da
notare che nel vecchio Piano traffico di Di Primio, redatto nell’ era
Cucullo, (a quando quello nuovo del “duo De Cesare- Febo”?) era previsto
tutto ciò. Ora, è razionale, anzi intelligente buttar via proposte
utili, solo perché non fatte dall’assessora “Fantasma” alias Sciocchetti,
(cosiddetta per la sua lontananza da qualsivoglia problema
verde-ambiental-ecologico della città), o dal “Duo De Cesare-Febo”? Un
altro rimedio sarebbe incrementare il verde nella zona. Nel recente
State of the world , 24° ed. della prestigiosa World Watch Institute di
Washington e il gemello Ambiente Italia 2007, pubblicato da Legambiente
ai primi di marzo, risulta che Roma e Milano sono più inquinate di N Y e
Los Angeles, benché queste abbiano 5 volte gli abitanti delle prime. Il
motivo? Semplice, nelle 2 megalopoli americane il verde è aumentato
negli ultimi anni in modo esponenziale, al contrario delle nostre città.
Gli alberi nella sola NY hanno fatto guadagnare alle casse comunali 9.5
milioni di dollari, rimuovendo 2000 tonnellate di aria inquinata. Le
piante filtrano aria e acqua contaminate, assorbono polveri sottili e il
particolato dei diesel, fanno ombra abbassando il calore e diminuiscono
il tasso di mortalità perché fare esercizio fisico nei parchi riduce i
rischi di obesità, diabete e malattie cardiache. Su un centinaio di
edifici presi in considerazione a Chicago, emerge che le denunce di atti
violenti erano inversamente proporzionali alla quantità di verde intorno
ad essi. Al contrario una simulazione ha dimostrato che ad Atlanta la
riduzione della copertura boschiva farebbe salire la concentrazione di
ozono del 14 per cento. Ovviamente nessuno pretende che
Ricci-Sciocchetti trasformino Chieti nella Malmö d’Abruzzo (100% del
territorio coperto con energie rinnovabili...), o che incoraggino l’uso
delle auto a biometanolo, o che chiamino Patrick Blanc per realizzare
Muri verdi per far respirare la città” (ILSOLE24ORE n. 2 del 2007); ma
da una Giunta che aveva promesso, tra l’altro, una “Città giardino” allo
Scalo, qualche TIR in meno e qualche albero in più ce li saremmo
aspettati. In due anni.
10/04/2007
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