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Le affermazioni dell'Assessore De Matteo dovrebbero scandalizzare tutte le donne, anche quelle del Centrodestra PDF Stampa E-mail
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Rubriche - Pari opportunità per tutti
Scritto da Francesca Fraticelli   
Sabato 12 Febbraio 2011 18:12

Le donne che domani scenderanno in piazza per dimostrare la propria indignazione nei confronti di un sistema costruito sul corpo delle donne sono le stesse che dovrebbero essere tutelate e rappresentate dall'impegno e dal lavoro di chi ha la delega alle pari opportunità.

Ovvero, da chi ha l'obbligo di  garantire eguali diritti a uomini e donne per l'accesso al posto di lavoro, alla retribuzione e alle cariche elettive (Cost. artt. 37-51), rimuovere i pregiudizi che spesso serrano le categorie del maschile e femminile dentro logiche che rendono maggiormente precarie le condizioni delle donne.

Come possono queste sentirsi rappresentate da chi ha semplificato in una breve nota dattiloscritta la lunga storia delle battaglie che ha portato all'affermazione dell'autonomia e della libertà?

Come possono sentirsi tutelate da chi afferma che il valore della famiglia sia stato sacrificato per il raggiungimento di diritti civili che hanno eguagliato il nostro Paese alle maggiori democrazie dell'Occidente?

Le affermazioni fatte dall'Assessore De Matteo dovrebbero scandalizzare tutte le donne del Centrodestra perché il ruolo, i diritti, la dignità delle donne non possono essere strumentalizzate da un dibattito politico che ruota attorno alle vicende scandalose che hanno coinvolto il Presidente del Consiglio.

Le donne domani scenderanno in piazza per rivendicare un sistema Paese in grado di offrire opportunità di crescita e miglioramento della qualità della vita per tutti. Le donne scenderanno in piazza per testimoniare un modo diverso di fare politica, per ricordare a tutti, istituzioni comprese, che privilegi e regalie offerte in cambio di prestazioni di vario tipo offendono l'intelligenza delle donne e le capacità degli uomini.

Questa è una riflessione che non può essere chiusa dentro l'etichetta partitica, ma dovrebbe nascere da quelle donne che oggi hanno maggiore spazio nei media perché chiamate a difendere un sistema che le usa e consuma.

E' una riflessione che dovrebbe partire da chi è preposto alla tutela e alla garanzia delle pari opportunità, che, nel momento in cui cade nella trappola della sterile polemica falso-ideologica, dovrebbe riconoscere di aver fallito nel proprio ruolo e di aver indirizzato inutilmente i propri sforzi nel tentare di gridare più forte di una piazza che con grande dignità difende anche i suoi diritti di donna.

 
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