| Piazza Carafa: Progetto n°01 - studente Nazareno Lamonaca |
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| Rubriche - Quasi Architetti | |
| Scritto da Nazareno | |
| Lunedì 06 Agosto 2012 18:57 | |
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Le continue trasformazioni del territorio, dovute ad un "pieno" uso del suolo, hanno determinato alla formazione di un'area vasta di città frammentata, dovute da una conflittualità delle teorie urbane degli anni '60 che hanno determinato la struttura della città alla nascita, con il modernismo che da vita ad una nuova creazione di spazi che rispondono alle nostre attuali esigenze e domande. Vi è quindi la necessità di restituire a quei sistemi insediativi primari alla nascita della città, una qualità urbana ambientale e sociale, che prende in considerazione un nuovo modo di abitare lo spazio sia pubblico che privato, che mette in relazione molteplici aspetti che abbracciano le nuove forme della città, luoghi, in relazione ai continui mutamenti della società, ai diversi modi dell'abitare: "La città ci rispecchia. Rappresenta la società".
Il progetto delle residenze nasce dalla semplice idea di 3 elementi, pensati come tre grandi monoliti, posizionati in modo da poter ottenere nella parte centrale aperta, uno spazio pubblico di attraversamento e di collegamento delle vie che fanno da cornice all'area di progetto. Questi tre grandi monoliti, presi singolarmente, vengono modellati, privati della materia interna, attraverso dei tagli che danno vita a 3 monoliti di dimensioni più piccole, collegati tra loro attraverso connettività realizzate con materiali "leggeri" a contrasto con la struttura monolitica.
Questi tagli danno inoltre vita a spazi di diverso carattere, di diverse dimensioni e superfici, che ospitano diversi servizi pubblici e diverse tipologie di residenza, in risposta alle diverse domande e esigenze della società odierna. La pelle della struttura è in cls di cemento armato che viene tagliato, svuotato, per creare le bucature che permettono alla luce solare di illuminare gli spazi interni sia pubblici che privati. Queste bucature vengono ricavate sia tenendo in considerazione la percentuale minima di apertura equivalente ad 1/8 della superficie calpestabile dell'ambiente interno da illuminare, sia prendendo in considerazione che le facciate est e ovest sono quelle soggette a ricevere il vento invernale e la luce del sole estivo. La facciata esposta a sud presenta il taglio dove sono presenti le connettività e le pareti interne degli spazi, in modo da poter creare un' effetto di surriscaldamento delle pareti che fungono da "termosifoni"nel periodo invernale.
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Il progetto nasce con l'intento di andare a delineare un nuovo modo di abitare lo spazio, tenendo in considerazione non solo la forma urbana della città, ma anche l'utilizzo degli spazi e i processi di trasformazione contemporanei in atto.





Commenti
Evviva la cultura, evviva i giovani.
Sono convinto che al di la delle riluttanze, dell'inerzia burocratica, delle lungaggini (che ci mettiamo) di noi mediocri, il tempo darà ragione alla alla conoscenza, agli studi dei giovani, alla loro professionalità , premiandoli nelle loro scelte, visioni, studi.
Che dire di un ragazzo che per solo studio ha affrontato l'argomento Piazza Carafa dandone proposte e soluzioni altosonanti. Svicerando problemi dall'ex cinema Ariston, al disuso ex ufficio postale e all'abbandonato edificio ONMI.
Con rilevante cognizione di causa ha evidenziato la profondità del problema, prospettando una visione meritevole subito di lode.
Come al ns. Vate vien da dire: "perchè non abbiamo dei giovani Nazareno tra i nostri tecnici urbanistici..."
Guardiamo molto da più vicino il contributo che può dare alla nostra città la presenza della università!
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