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 VIA PIAGGIO ATTO III
di R.Di Monte

Parlare di via Piaggio comincia ad essere d’abitudine per me, dato che ne ho già parlato per due volte con due diversi articoli, uno del 14 gennaio e l’altro del 9 marzo, sperando che qualcuno si facesse carico di risolvere i problemi dei residenti. Anche i quotidiani ne hanno parlato, Di Paolo di PRC poi ha fatto una interessante interrogazione in consiglio comunale per richiedere una fermata d’autobus nei pressi del centro commerciale Megalò (vicinissimo a quella parte di via Piaggio), ma poi come sempre, se ne parla ed il problema rimane irrisolto. Per riassumere un po’ le problematiche della zona, ricordo che si tratta di un tratto di strada senza uscita, che dista 10 metri il linea d’aria da via Zittola, separata da essa dai binari della ferrovia e distante 100 metri da Megalò; non arriva la linea del gas metano e molte abitazioni utilizzano ancora i pozzi neri non esistendo una rete fognaria. Arrivare a viale Abruzzo attraverso via Zittola sarebbe un gioco da ragazzi, solo che per percorrere le la “strada più breve” bisogna attraversare la ferrovia passando in un varco ricavato attraverso la recinzione. Altrimenti bisogna percorrere almeno 3 chilometri per giungere nei pressi del CIAPI ed a piedi non è uno scherzo, soprattutto se uno porta con se le buste della spesa. Anche se nei miei precedenti articoli non ne avevo parlato ero sicuro che il problema sarebbe stato affrontato in modo insufficiente, riparando in pratica la recinzione, poiché creare un sottopasso in poco tempo quando se ne parla ormai da 20 anni sarebbe stato impossibile. Anche creare una linea di autobus che transiti nei pressi del quartiere per giungere al Megalò sarebbe stata una idea non praticabile. Tutti pensano che una soluzione del genere possa danneggiare i commercianti di Chieti Scalo e tutti dimenticano che Megalò è una realtà che non possiamo trascurare, è inutile coprirsi gli occhi, tanto ormai è là. Il commercio a Chieti Scalo non muore perché un autobus parte dalla stazione per arrivare davanti al Megalò, sta morendo per altri motivi che nessuno vuole capire e di cui se ne parlerà in altro articolo. Comunque ero sicuro che la soluzione messa in atto sarebbe stata quella di riparare la rete e null’altro. Quello che era il mio unico timore si è materializzato in maniera ancora più forte, non hanno solo riparato la rete preesistente, l’hanno sostituita piazzando un’inferriata cementata alla base che difficilmente potrà essere demolita o danneggiata per ricavarne un varco; il problema della sicurezza è stato parzialmente risolto, il quartiere però è di nuovo isolato. In compenso qualcuno ha cercato di scavalcare laddove è ancora presente la vecchia rete e se ne vedono i segni. In pratica i ragazzi più agili per raggiungere il Megalò continuano a scavalcare e ad attraversare i binari esattamente come prima, tanto di giorno che di notte; quelli che non possono scavalcare e raggiungere via zittola sono ancora gli anziani del posto che ritornano a fare lo scarpino incredibile dei 3 Km per raggiungere viale Abruzzo, 4 Km per arrivare alla stazione. I residenti da tempo hanno avanzato due diverse richieste, il sottopasso o la fermata dell’autobus, l’amministrazione non ha dato alcuna risposta e anzi, installando l’inferriata, ha dimostrato che nel Comune di Chieti i problemi si risolvono non affrontandoli, girando la testa dalla parte opposta; così costa sicuramente meno. Pertanto una domanda (sono ancora una volta convinto che nessuno risponderà, abbiamo a che fare con un muro di gomma) il problema della sicurezza lo avete risolto, ma il problema dell’isolamento del quartiere dal resto di Chieti Scalo, avete intenzione di affrontarlo e seriamente una volta per tutte oppure no? La gente che via abita ha diritto almeno ad una risposta, di sapere se esiste un progetto di sottopasso o di interramento della ferrovia o se non esiste alcuna idea?
Sono convinto che il problema resterà tale ancora per lungo tempo, avrò certamente modo per tornarci su e scrivere il IV atto.
Roberto Di Monte

Articolo del 18/04/2007

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